.
Annunci online

SIAMO ITAGLIANI.

Satira di difesa 16/3/2010


ACCATTATEVILLO !!! cliccare sull'immagine.

Ero al bar e stavo seduto al tavolo con Cristiano Malgioglio, i Jalisse, Marco Ferrando segretario del partito comunista dei lavoratori, e Raffaele Bonanni segretario della CISL. Bevevamo dei mojito e stavamo cercando di far capire a Bonanni che l'ultima legge del governo sul lavoro danneggia i lavoratori, per aiutarlo a capire usavamo un vibratore per esseri umani da applicare ad un pupazzetto Big Jim vestito da operaio. Purtroppo Bonanni continuava ad essere d'accordo con la legge, Malgioglio, che era l'intellettuale del tavolino, cercava di ricordare al sindacalista l'importanza del sindacato, delle lotte per i diritti, ma Bonanni rispondeva ruttando come la Marcegaglia quando parla di rinnovo dei contratti.

Io mi distraevo spesso, la mia attenzione si spostava sui frequentatori del bar. In fondo alla sala, tra i lampadati, c'era una coppia lui lei che guardavano alla tv il programma della De Filippi, quella con gli anziani che si comportano peggio dei personaggi rincoglioniti di Moccia. I due che guardavano la tv erano vestiti da giovani ventenni, nonostante avessero una media di età tra i 65 e i 70 anni, lui aveva giubbotto e maglietta attillati e in testa aveva un castoro morto, che poi ho scoperto fungere da parrucchino, dal quale colava ancora il sangue della povera bestia.

Lei era uno spettacolo aveva un vestitino attillato e corto, che oggi si definisce “da donna sicura di se”, ma ai tempi di mio nonno si sarebbe detto da “troiona” anzi da “vecchia troiona”, il vestito le separava la pancia in tre parti, quindi si confondeva col seno. Il tutto era fasciato da una pelliccia di orso marsicano, insomma era tutto fascino ed eleganza.

Esco disgustato dal bar, Big Jim intanto minacciava i Jalisse con il vibratore, faccio una passeggiata per strada , proprio al centro della strada dato che sui marciapiedi c'erano le auto in sosta , un automobilista, con l'auto in seconda fila, cercava di entrare in macchina ma non poteva perché quelli della terza fila non gli avevano lasciato spazio, e allora usava un apriscatole per entrare dal tetto. Ad un certo punto dal cielo atterra Mazzinga Z.

Il robot si muoveva un po' male a causa della prostata d'acciaio infiammata, il poverino ha più di ottant'anni lavora ancora perché lo stato gli passa solo la pensione minima. Mazzinga Z era intervenuto a causa di un allarme grave, Giuliano Ferrara ha la colite è c'è il rischio che gli scappi una scorreggia atomica, l'ultima volta Lambrate era stata rasa al suolo. Mazzinga Z allora decise di usare il suo scudo per difendere la città, ma dato che la memoria gli faceva brutti scherzi urlo “Scudo fiscaleeee” invece di scudo spaziale.

Magicamente, appena lo scudo fiscale si attivò, dalle casse dei bar uscivano scontrini in bianco e i cappuccini si triplicarono di prezzo, gli elettricisti gettarono nei cassonetti i blocchetti per le ricevute, i dentisti dalle finestre dei loro studi gridavano “non si fa ricevutaa”, vabeh in questo caso la differenza non c'era. Giro in un vicolo e mi ritrovo vicino ad una scuola, credevo che fosse l'apocalisse c'era un casino di esseri umani urlanti, ma invece era solamente l'ora di ingresso.

Suv, con alla guida gente abbronzata nonostante fosse gennaio, trasportavano bambini e si accavallavano l'uni sugli altri all'ingresso, 4x4 dotati di cecchino anti-lavavetri e di barre anti bufalo, manco fossimo in Australia, parcheggiavano ovunque alcuni sfondavano i muri e uno in retromarcia aveva trascinato in strada il preside seduto sul cesso, e pensare che la maggior parte dei bambini abitava massimo a 500 metri dalla scuola. Altri genitori con gravi danni alla psiche calavano i figli direttamente da elicotteri, e dopo paracadutavano i pesanti zainetti, uno che aveva tre figli usava un muletto per portare gli zainetti a scuola.

E così mentre vedo tutto questo, un vigile urbano si avvicina bevendo un caffè ,stava uscendo da bar "Elio Vito ti amo" e mi dice <<Che casino, ci vorrebbe qualcuno che risolva questo ingorgo>>

<<E già, chissa chi può essere>> gli dico in modo ironico, ma l'omino sembra non cogliere.

<<Eh vacci a capire qualcosa, a me poi il traffico mi fa stressare>> e aggiunge<< io sono un finto vigile, mi vesto così per fare le truffe con le multe, e tra poco cambio attività>>

<< Come mai, non si guadagna abbastanza?>> gli domando sempre con fare ironico.

<<No anzi, e che mi candidano alle elezioni in un collegio sicuro, è come se fosse una promozione, è ora di portare un po' di moralità in questo paese>> Chissà dove andrà a prenderla.


ACCATTATEVILLO !!!!!! cliccate su l'immagine.


L’ECONOMIA DELLA STRAGE.

Informazione 6/10/2009

Passa il tempo, ma certe cose non cambiano. Ecco che a pochi mesi dalla tragedia dell’Aquila ci ritroviamo un’altra strage a Messina evitabile , anch’essa. Un po’ alla volta stiamo pagando gli anni di furberie e strafottenza delle leggi, del rispetto del territorio, dei piani regolatori. Abbiamo trasformato l’ambiente in cui viviamo in un’arma di distruzione di massa, basta una pioggia più lunga del solito ed ecco che arriva la tragedia, basta un sisma, che in qualsiasi altra parte del mondo industrializzato avrebbe procurato al massimo qualche danno, ed ecco che ci ritroviamo morti su morti.

 

Si cercano i colpevoli e si fa finta di non conoscerli, di non sapere cosa era chiaro a tutti, si fa finta di non sapere cosa ha provocato l’ennesima tragedia. Le parole chiave sono due : Condono e corruzione. Le colpe in parte sono imputabili anche a quei singoli cittadini, che costruiscono case contro la loro stessa sicurezza, ma la maggioranza delle colpe spetta alla classe dirigente, nazionale o locale che sia, la quale ormai è diventata un vero e proprio cancro che sta uccidendo lo stato in tutti i settori del paese. Questi morti non sono altro che imputabili anch’essi alla corruzione diffusa nella quale ormai la nostra società prolifica.

 

La corruzione dei politici locali o dei dipendenti comunali, i quali approvano piani edilizi non idonei ai problemi del territorio oppure approvano licenze la dove non è possibile edificare, il tutto con giro di mazzette o interessi nelle aziende appaltatrici, il tutto fregandosene dei controlli. La corruzione di geometri, architetti, ingegneri i quali firmano progetti sgangherati che non hanno ne capo ne coda, ma per il loro tornaconto personale non esitano un istante, non hanno scrupoli di coscienza.

 

La classe politica nazionale infine vara condoni senza porre limiti senza verificare che vengano rispettate almeno i più essenziali criteri di sicurezza. La classe politica ormai non si interessa più del benessere dei cittadini, ma è solo un comitato d’affari  che serve a far arricchire costruttori e affini con le grandi opere. Si parla di Ponti sullo stretto, Tav e Expo, si sono bruciati o si stanno per bruciare miliardi di euro per questi progetti, costati tanto in alcuni casi senza neanche iniziare le costruzioni. Progetti messi su senza neanche un controllo dei costi da parte dell’ente statale, il quale appunto non rappresentando più i cittadini ne brucia i soldi in opere che costano sempre di più, un pozzo di indebitamento senza fine.

 

Se nei cantieri o nella progettazione della Tav ci fossero stati controlli seri oggi avremmo risparmiato miliardi di euro, avendo costi simili a quelli di altri paesi europei. Miliardi che sarebbero stati riutilizzati magari per rimodernare il resto della rete ferroviaria e magari avremmo evitato la strage di Viareggio costruendo un semplice muretto o una banale barriera acustica di poche migliaia di euro. Sperperiamo miliardi e non abbiamo delle briciole per piccoli interventi provvidenziali, questo avviene per l’assenza generale di un idea di sviluppo dell’Italia che non c’è, la classe politica che si è insinuata nelle nostre istituzioni non ha idee, orizzonti o capacità di progettare un futuro a lunga durata e allora si butta nel cemento ed in cantieri che hanno come unico obbiettivo quello di essere aperti e gestiti, e non di quello che costruiscono.

 

D’altronde che senso ha costruire un ponte tra Messina e Reggio Calabria ? Un ponte che dovrebbe sorgere in una zona sismica di alta intensità e addirittura, come abbiamo visto, che frana dopo un acquazzone. Un paese con dei dirigenti seri si occuperebbe prima dei cittadini, di fare dei piani di riurbanizzazione del territorio seri stavolta, si occuperebbe di costruire prima l’essenziale : fogne, acquedotti, strade, ferrovie, rete elettrica, ospedali pubblici. Ma dato che non si occupano dei cittadini sono impegnati a costruire piramidi in mezzo ad un deserto di sangue.

 

Forse tutto ciò fa parte del modello di società che abbiamo costruito o che ci hanno imposto, una società che mette il “fare denaro” davanti a tutto e senza regole, passa su tutto e tutti e si giustifica nella necessita di fare bilancio, di alzare il Pil, non gli interressa da dove vengono i soldi ma basta che ci siano, vedi scudo fiscale. Forse è tutto previsto, l’incuria troppo evidente del bene pubblico viene alimentata perché provoca un emergenza, l’emergenza muove soldi fa fare affari, più sono i morti più soldi si muovono altrimenti non si spiega Napoli, Sarno, Viareggio, L’Aquila e Messina e chissà quante altre.

 

Al processo di Norimberga per i crimini del nazismo l’amministratore dell’azienda farmaceutica IG Farben (attuale Bayern) , responsabile di aver partecipato alla deportazione e creato il gas che ha sterminato milioni di persone , all’affermazione di un giudice " Lei dovrà rispondere all' umanità dei suoi crimini" risponde in un modo che credo sia ancora attuale :<< Io devo rispondere solo ai miei azionisti >> .

LEI NON SA COSA DICE.

Pensiero Orrendo nasce un poco strisciando 30/9/2009

Ho raccolto alcune dichiarazioni di oggi (martedi 29 settembre) sembra che sia in corso la sagra della stronzata, ricchi premi e cotillon. Dichiarazioni alcune anche di una certa gravità ma che passano tranquillamente. La prima è del Genius Tremonti, il nostro ministro dell'economia in nero, a proposito dello scudo fiscale :”Non credo che la criminalità si servirà di questo strumento”. Infatti sarà solo quella organizzata ad usarlo. Ma qui ho raccolto un po' di vecchi articoli e dichiarazioni di Genius:

«In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni, ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge»”

( Giulio Tremonti sui condoni, Corriere della Sera 25 settembre 1991).

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sta valutando la possibilità di riaprire i termini del condono. A sollecitare una proroga è stato oggi il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Raffaele Ferrara che guida il braccio operativo per il Fisco del ministero dell'Economia. [...]”

(la Repubblica, 16 maggio 2003). Questo condono sara prorogato per ben due volte fino al 16 ottobre 2003.

[..]Altra promessa di Tremonti: basta con i condoni. "Oggi non ci sono più le condizioni per farli, non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato".[....] “ (Il ministro Giulio Tremonti intervista a “Repubblica”, 13 marzo 2008).


Ma Tremonti non era l'unico a sparare fesserie ecco che lo segue a ruota il vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani, il quale dichiara “Mi risulta che stasera la Dandini mandi in onda tre minuti di recita dai bagni ricostruiti di Palazzo Grazioli, con ragazze non meglio identificate. L'ho appreso dai giornali. Vorrei capire cosa c'entri questo con il servizio pubblico”.

Quindi per il poveretto non è possibile fare satira, perché non è servizio pubblico, ma non si sono registrate sue dichiarazioni su un direttore del TG1 che annuncia al pubblico che non parlerà di notizie visto che le ritiene gossip. Credo infine che neanche i reality show che manda in onda la Rai, dove la gente bisticcia di continuo, centrino molto col servizio pubblico, eppure Romani non si pronuncia. Una cosa è certa che lui sia al servizio è sicuro ma non credo che si tratti di quello pubblico.


Terza dichiarazione è quella di Marchionne, uno dei tanti paladini del liberismo e del capitalismo all'italiana, cioè con i soldi pubblici : " Sono scelte del governo, faccia quello che deve fare: se non si continua con gli incentivi, la domanda scenderà, perdiamo volumi, non vendiamo vetture, chiudiamo gli stabilimenti" . Cioè in pratica è una minaccia o gli incentivi o chiudiamo, insomma gli anni passano ma in Fiat la strategia aziendale non cambia. E se provassero a fare auto migliori ed economiche?