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L’ECONOMIA DELLA STRAGE.

Informazione 6/10/2009

Passa il tempo, ma certe cose non cambiano. Ecco che a pochi mesi dalla tragedia dell’Aquila ci ritroviamo un’altra strage a Messina evitabile , anch’essa. Un po’ alla volta stiamo pagando gli anni di furberie e strafottenza delle leggi, del rispetto del territorio, dei piani regolatori. Abbiamo trasformato l’ambiente in cui viviamo in un’arma di distruzione di massa, basta una pioggia più lunga del solito ed ecco che arriva la tragedia, basta un sisma, che in qualsiasi altra parte del mondo industrializzato avrebbe procurato al massimo qualche danno, ed ecco che ci ritroviamo morti su morti.

 

Si cercano i colpevoli e si fa finta di non conoscerli, di non sapere cosa era chiaro a tutti, si fa finta di non sapere cosa ha provocato l’ennesima tragedia. Le parole chiave sono due : Condono e corruzione. Le colpe in parte sono imputabili anche a quei singoli cittadini, che costruiscono case contro la loro stessa sicurezza, ma la maggioranza delle colpe spetta alla classe dirigente, nazionale o locale che sia, la quale ormai è diventata un vero e proprio cancro che sta uccidendo lo stato in tutti i settori del paese. Questi morti non sono altro che imputabili anch’essi alla corruzione diffusa nella quale ormai la nostra società prolifica.

 

La corruzione dei politici locali o dei dipendenti comunali, i quali approvano piani edilizi non idonei ai problemi del territorio oppure approvano licenze la dove non è possibile edificare, il tutto con giro di mazzette o interessi nelle aziende appaltatrici, il tutto fregandosene dei controlli. La corruzione di geometri, architetti, ingegneri i quali firmano progetti sgangherati che non hanno ne capo ne coda, ma per il loro tornaconto personale non esitano un istante, non hanno scrupoli di coscienza.

 

La classe politica nazionale infine vara condoni senza porre limiti senza verificare che vengano rispettate almeno i più essenziali criteri di sicurezza. La classe politica ormai non si interessa più del benessere dei cittadini, ma è solo un comitato d’affari  che serve a far arricchire costruttori e affini con le grandi opere. Si parla di Ponti sullo stretto, Tav e Expo, si sono bruciati o si stanno per bruciare miliardi di euro per questi progetti, costati tanto in alcuni casi senza neanche iniziare le costruzioni. Progetti messi su senza neanche un controllo dei costi da parte dell’ente statale, il quale appunto non rappresentando più i cittadini ne brucia i soldi in opere che costano sempre di più, un pozzo di indebitamento senza fine.

 

Se nei cantieri o nella progettazione della Tav ci fossero stati controlli seri oggi avremmo risparmiato miliardi di euro, avendo costi simili a quelli di altri paesi europei. Miliardi che sarebbero stati riutilizzati magari per rimodernare il resto della rete ferroviaria e magari avremmo evitato la strage di Viareggio costruendo un semplice muretto o una banale barriera acustica di poche migliaia di euro. Sperperiamo miliardi e non abbiamo delle briciole per piccoli interventi provvidenziali, questo avviene per l’assenza generale di un idea di sviluppo dell’Italia che non c’è, la classe politica che si è insinuata nelle nostre istituzioni non ha idee, orizzonti o capacità di progettare un futuro a lunga durata e allora si butta nel cemento ed in cantieri che hanno come unico obbiettivo quello di essere aperti e gestiti, e non di quello che costruiscono.

 

D’altronde che senso ha costruire un ponte tra Messina e Reggio Calabria ? Un ponte che dovrebbe sorgere in una zona sismica di alta intensità e addirittura, come abbiamo visto, che frana dopo un acquazzone. Un paese con dei dirigenti seri si occuperebbe prima dei cittadini, di fare dei piani di riurbanizzazione del territorio seri stavolta, si occuperebbe di costruire prima l’essenziale : fogne, acquedotti, strade, ferrovie, rete elettrica, ospedali pubblici. Ma dato che non si occupano dei cittadini sono impegnati a costruire piramidi in mezzo ad un deserto di sangue.

 

Forse tutto ciò fa parte del modello di società che abbiamo costruito o che ci hanno imposto, una società che mette il “fare denaro” davanti a tutto e senza regole, passa su tutto e tutti e si giustifica nella necessita di fare bilancio, di alzare il Pil, non gli interressa da dove vengono i soldi ma basta che ci siano, vedi scudo fiscale. Forse è tutto previsto, l’incuria troppo evidente del bene pubblico viene alimentata perché provoca un emergenza, l’emergenza muove soldi fa fare affari, più sono i morti più soldi si muovono altrimenti non si spiega Napoli, Sarno, Viareggio, L’Aquila e Messina e chissà quante altre.

 

Al processo di Norimberga per i crimini del nazismo l’amministratore dell’azienda farmaceutica IG Farben (attuale Bayern) , responsabile di aver partecipato alla deportazione e creato il gas che ha sterminato milioni di persone , all’affermazione di un giudice " Lei dovrà rispondere all' umanità dei suoi crimini" risponde in un modo che credo sia ancora attuale :<< Io devo rispondere solo ai miei azionisti >> .