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RIFLESSIONI SU CRAXI....

Satira di difesa 29/12/2009

Dedicano un parco a Craxi, ma se proprio dovete intestategli una tangenziale, almeno ci ricordiamo cosa faceva.

Quando si parla di Craxi spesso si va per la tangente.

«È una riabilitazione, una cosa buona e giusta: si esce definitivamente da anni che definire squallidi è riduttivo» dice Paolo Pillitteri (cognato della salma), è come sentire il ladrone che parla bene di Alibabà.

Ma visto come veniva trattato ultimamente dalla gente, più che una strada non era meglio fargli una monetina?

Claudio Martelli :«la riabilitazione è già compiuta, ma finché non ci sarà una robusta forza socialista, democratica e liberale, Craxi sarà sempre in esilio» Qualcuno gli spieghi che la morte è esilio dalla vita senza ritorno, non come la latitanza ad Hammamet

Craxi aveva una passione per Garibaldi, solo che il generale aveva la sua grande causa, mentre Bettino aveva tante cause.

<< Craxi è una figura con cui ancora dobbiamo fare i conti >> (Paolo Pillitteri) infatti quando si decide a pagare?

<<Ero già pronto a partire quanto mi venne comunicato che non potevo allontanarmi da Milano - ha ricordato Pillitteri a proposito dei funerali di Craxi [scontava una condanna] - E ancora non riesco a spiegarmi quali siano state le oscure ragioni>> si chiama legge caro Paolo LEGGE

Craxi non rubava, sottraeva per il bene comune.....dei suoi familiari.

Craxi si è offerto in sacrificio per noi, è non è nemmeno il primo che fa una cazzata del genere.

E' vero Craxi ha sofferto tanto durante la latitanza ed ha versato molte lacrime, questo mi porta ad un interrogativo : Come si rubano le lacrime?

Per Letizia Moratti Craxi “ha dato una svolta al Paese”, non è colpa sua se lì c'era il baratro.

I BUGIARDI DI CORTE BACK IN ACTION.

Informazione 2/5/2008



Sono tornati in tv, alcuni in modo soft altri meno, piano pianino si stanno reintroducendo nei palinsesti televisivi per “normalizzare” la già traumatizzata Italia, per sopprimere ancora di più la pochissima informazione televisiva, farcendola ancora di più di menzogne. Chi sono ? Ma i Bugiardi di Corte ovviamente, se vi state chiedendo di quale corte beh…quella di sua altezza il Nanodellelibertà(sue).

Stanno ritornando col loro carico di menzogne da spacciare ai telespettatori e sono più agguerriti di prima, la giornata televisiva di ieri né un esempio. In prima serata su Raidue ad Annozero si è esibito, in un imbarazzante quanto disgustoso spettacolo, uno degli spara cazzate per eccellenza a disposizione del CiuffoneArcoretano, il Mitraglia al secolo Vittorio Sgarbi. Il tema della puntata di Santoro era il V2-Day di Grillo e quindi una successiva riflessione sulla libertà di stampa in Italia, che ovviamente è assente dalla televisione e fatica a trovare spazi sulla carta stampata.

Ebbene il Mitraglia riesce a descrivere un paese libero dov’è c’è libertà di stampa, un paese dove i giornalisti non vengono cacciati dalla tv pubblica per esprimere il loro pensiero o aver raccontato fatti reali, un paese dove non c’è una classe politica collusa con la mafia o con lobby finanziarie, e questo paese a suo dire sarebbe l’Italia….si avete capito bene…tenete sempre presente che è uno stipendiato dal Nanodellelibertà. Ovviamente per avvalorare la sua tesi, e quando è in difficoltà viste le tante frottole che racconta, fa un uso sproporzionato del turpiloquio (un camionista incazzato al suo confronto sembra un chierichetto e pensare che è assessore alla cultura di Milano) volto non a contestare quello che dice una persona (Travaglio), ma a screditare la persona che dice determinate cose. Insomma la solita arma dei servi del Ciuffone.

Ma il Mitraglia ci ha ormai abituato a questi spettacoli osceni, a queste bugie messe su in difesa del capo, all’epoca della sua trasmissione “Sgarbi Quotidiani” e in altre occasioni attaccava, l’allora capo del pool antimafia di Palermo, Caselli che è stato uno degli ultimi ad indagare sul collegamento Mafia-politica, arrestando sia mafiosi che politici ( a lui si deve il processo a Cuffaro). Per il Mitraglia invece era Caselli il mafioso, e comunista ovviamente, che insieme all’occulto partito dei magistrati voleva eliminare galantuomini dalla politica. Nel 1998 in un intervista del “Giornale” del suo capo(dopo che già aveva addebitato al giudice l’omicidio di Don Pino Puglisi) arriva a dichiarare, aiutato da Farina (Betulla per gli amici), che Caselli avrebbe indotto un suo interrogato (trattasi di Lombardini) al suicidio. Ovviamente scatta denuncia e successiva condanna per diffamazione, mentre invece Betulla e il direttore Cervi patteggiano.

Questa condanna fa il paio con la condanna del 1996 per falso e truffa ai danni dello Stato. Se poi parlassimo della sua militanza politica si aprirebbe un altro triste capitolo della sua vita. In pratica tranne che nei comunisti e nei DS (che rifiutarono la sua autocandidatura) ha circumnavigato più volte l’arco costituzionale pur di avere un posto in parlamento. Nel 1996 dopo la sconfitta nella circoscrizione Veneto, per la CDL, commenta, con tono democratico, il risultato :

« [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (...) Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di cazzo »

Tutto ciò detto su questo personaggio è servito per far capire che in un paese serio nessuno lo prenderebbe più seriamente (anzi sarebbe deriso), e di conseguenza non troverebbe più spazio sui mezzi d’informazione dato che risulta non più credibile. Ma in Italia no, gli si dà credito e lo si considera un intellettuale a prescindere dalle cazzata e menzogne che dice.

Infine, sempre in merito ai Bugiardi di Corte, ieri a Porta a Portese presentato dall’UntuosoVespa, il tema era il bicentenario appena conclusosi dalla nascita di Garibaldi. A dare man forte agli storici presenti in studio c’era un trittico d’eccezione e cioè : Marco Rizzo (della SA), Castelli (Lega) e Stefania Craxi (PDL).

Da quest’ultima veniamo a conoscenza che il padre, il noto tangentaro Bettino, oltre ad avere una passione per la mazzetta, ne aveva un’altra anche per Garibaldi, tanto da collezionarne cimeli. Ci tocca sorbirci anche il paragone che la sventurata fa dell’auto-esilio che Garibaldi, per nobili cause, decise di imporsi a Caprera, con la latitanza di Bettino (esilio per la figlia) ad Hammamet per sfuggire alla galera. Il tutto passa così senza obiezioni da parte di nessuno, tra sorrisi e un Castelli revisionista.