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COINCIDENZE ANDREOTTIANE.

Informazione 12/5/2008



Personalmente non credo molto alle coincidenze, un poco forse, ma dipende sempre dove accadono e con quali soggetti accadono. Premettendo che la Treccani definisce : "coincidènza s. f. [der. di coincidere]. – 1. Il coincidere, l'accadere simultaneo e fortuito di due o più fatti o circostanze diverse..." . Il fatto è che nelle sale cinematografiche uscirà tra breve un film di Paolo Sorrentino “il Divo”, il quale racconta gli ultimi anni di potere di Giulio Andreotti, il Quasimodo di NotreSenato, e delle tante figure che lo hanno circondato, ovviamente convivenze mafiose comprese.

La “coincidenza” è che sui giornali la notizia del film è data in modo quasi anonimo, poche righe generiche, cacchio eppure credo sia più importante delle cagate tipo “Vacanze di Natale” (che tra l’altro hanno paginate intere), nelle quali a parte menzionare titolo e regista, non viene approfondita la figura di Giulietto, come ad esempio la prescrizione per mafia che ci dice che Giulietto, fino al 1980, ha sicuramente collaborato con CosaNostra, ma non c’è stato tempo per condannarlo. Niente di niente. Neanche sul solito editoriale palloso di Scalfari.

Il caso vuole, se vogliamo essere ingenui lo definiamo “coincidenza”, che proprio in contemporanea all'uscita del film si è registrata un esposizione mediatica incredibile del GobbodiNostreSenato, il quale si era ormai da anni messo in disparte col suo posticino in senato. In tutte le sue apparizioni ci viene mostrato come un padre fondatore, il 25 aprile viene intervistato da radio1 e ci parla del valore della resistenza (poveri partigiani, se avessero saputo..). Successivamente lo vediamo a Rete4 parlare di Moro. Lo abbiamo visto come presidente temporaneo del senato alla nomina di Schifani ( ah le tradizioni..). Insomma in nessuna occasione si parlava ne del film e nemmeno della sua condanna, solo tanto lecchinaggio.

Lo trovo alquanto strano, esce un film che parla di lui e c’è lo ritroviamo i tutte le salse gustose sui media. Poi succede un secondo fatto, Travaglio durante la trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, nell’illustrare la scarsità d’informazione attuale, racconta di come nessun giornale, salvo poche eccezioni, accenna al fatto che in nuovo presidente del senato Schifani (destino curioso) prima di entrare in politica fosse socio con alcuni boss.

Boom ! E c’è di nuovo la “coincidenza”, e cioè gli stessi giornali che erano anonimi sul film, ma parlavano benissimo di Giulio, ora invece di approfondire la questione Schifani, magari farci sapere se le cose dette sono vere, attaccano Travaglio definendolo un calunniatore.

Dei tre fatti c’è un punto in comune la Mafia. Non so io alle coincidenze non credo, ma alle prese per il culo si !, e questa non è una coincidenza.